Liberi di dire NO! L’appello dell’ Umbria

Il Comitato per il NO – Coordinamento per la Democrazia Costituzionale dell’Umbria ha raccolto più di 250 firme di persone impegnate nella Regione che invitano i cittadini elettori a votare NO al referendum del 4 dicembre. Tra i firmatari vi sono più di 70 appartenenti al mondo della cultura (docenti universitari, insegnanti, dirigenti scolastici, artisti e scrittori), 65 titolari o già titolari di cariche importanti (parlamentare, presidente Regione, presidente Provincia, sindaco, assessore, consigliere), circa 40 rappresentanti del mondo del lavoro e delle rappresentanze unitarie sindacali, 19 rappresentanti degli studenti negli organi accademici, circa 15 medici e operatori della sanità, più di 20 esponenti dell’associazionismo (tra i quali rappresentanti di sezioni dell’ANPI e dell’ARCI), 23 appartenenti al mondo delle professioni, dell’artigianato, dell’imprenditoria e della dirigenza pubblica e privata. L’iniziativa ha avuto quindi un grande successo ed è significativa dell’orientamento per il NO manifestato da una parte importante e qualificata della comunità umbra e di quanti operano nella nostra Regione.

Allego il testo dell’appello e l’elenco delle firme raccolte.

Mauro Volpi

(referente regionale del Comitato Nazionale per il NO)

 

Appello per il NO al referendum costituzionale!

I sottoscritti invitano i cittadini dell’Umbria a votare NO nel referendum costituzionale sulla riforma della Costituzione approvata dalla maggioranza parlamentare. Vi sono molte buone ragioni che giustificano questa scelta.

Innanzitutto di metodo. La riforma è stata voluta dal Governo e approvata dalla sola maggioranza con l’apporto di pochi transfughi (verdiniani ed ex leghisti). In questo modo la Costituzione viene trasformata da “casa comune” degli Italiani in una legge politica di maggioranza e un futuro diverso governo potrà far approvare la riforma a lui gradita. Inoltre è stata approvata da un Parlamento politicamente delegittimato, in quanto eletto con una legge dichiarata incostituzionale. Per di più viene sottoposto ad un unico voto un testo eterogeneo che modifica 47 articoli della Costituzione, violando la libertà dei cittadini, costretti a votare in blocco tutte le modifiche proposte. Infine il testo è scritto in un pessimo italiano, confuso e incomprensibile, con una devastazione della Costituzione attuale che brilla per chiarezza e concisione.

I contenuti della riforma non sono realmente innovativi o addirittura peggiorano la Costituzione. La tanto sbandierata riduzione dei costi della politica, relativa soprattutto alle indennità dei senatori, rappresenta un risparmio insignificante, che potrebbe essere più consistente se venissero ridotti il numero dei deputati (che rimangono 630) e le indennità parlamentari. Il superamento del bicameralismo perfetto viene realizzato non con l’abolizione del Senato, come falsamente ripetono gli esponenti del Governo, ma con la sua trasformazione in un camerino, nel quale troveranno rifugio 74 consiglieri regionali e 21 sindaci, eletti dai Consigli regionali, i quali acquisiranno l’immunità penale. Il “nuovo” Senato, non più rappresentativo della volontà popolare, avrà gli stessi poteri della Camera per l’approvazione di leggi importanti, come quelle che modificano la Costituzione, e per tutte le leggi monocamerali potrà proporre modifiche alla Camera. Non ci sarà nessuna semplificazione, in quanto il testo prevede almeno sette diversi procedimenti legislativi a seconda delle materie e ciò produrrà conflitti e ricorsi alla Corte costituzionale. La Camera viene eletta con un sistema elettorale, approvato a colpi di fiducia, l’Italicum, figlio di quello precedente (Porcellum), che ripropone un abnorme premio di maggioranza a favore di un’unica lista anche con un numero ridotto di voti e con il sistema dei capilista bloccati (eletti senza preferenze) in cento collegi sottrarrà alla scelta degli elettori più della metà dei deputati. La minoranza trasformata in maggioranza dal premio avrà poteri enormi, come quello di deliberare lo stato di guerra. Lo squilibrio fra Governo e Parlamento, già esistente nei fatti, viene accentuato dal potere dell’esecutivo di far approvare una legge a sua scelta entro 70 giorni. All’interno del Governo avrà un potere assoluto il “capo” della (falsa) maggioranza, che al ballottaggio sarà plebiscitato dal corpo elettorale.

Si produrrà quindi una forte verticalizzazione del potere con l’adozione di fatto di una forma di governo presidenziale, ma senza contrappesi adeguati. Infatti la maggioranza della Camera potrà mettere le mani sui titolari di organi di garanzia (come il Presidente della Repubblica e i giudici costituzionali) e saranno ridotti i poteri del Capo dello Stato (nomina del Governo e scioglimento). Neppure gli istituti di partecipazione popolare vengono rafforzati. Al contrario: per le leggi di iniziativa popolare sono richieste non più 50.000, ma 150.000 firme, i referendum propositivi sono rinviati a una futura legge costituzionale, l’abbassamento del quorum di validità del referendum abrogativo è condizionato alla raccolta di 800.000 firme.

La riforma produce anche una centralizzazione del potere in quanto sposta molte competenze dalle Regioni allo Stato e attribuisce al centro il potere finanziario che può comprimere a suo piacimento il ruolo di Regioni e Comuni. Inoltre il Governo potrà far intervenire il Parlamento anche su una materia di competenza regionale, invocando la violazione dell’interesse nazionale, che servirà da paravento per colpire le Regioni politicamente “nemiche”. Queste nuove regole non si applicano alle Regioni a statuto speciale finché non saranno rivisti i loro statuti sulla base di un’intesa fra ciascuna di esse e lo Stato e quindi si allargherà in modo abnorme il fossato fra Regioni ordinarie e Regioni speciali. 

In definitiva verticalizzazione e centralizzazione dei poteri stravolgeranno la Repubblica democratica nata dalla Resistenza e consentiranno ad un governo non voluto dalla maggioranza degli elettori di continuare ad approvare leggi antipopolari e lesive dei diritti (al lavoro, alla salute, all’istruzione, all’ambiente). Perciò troviamo incomprensibile la posizione di chi dice che la riforma è brutta e fatta male, ma è comunque meglio di niente. Lo stravolgimento della Costituzione infatti ridurrà gli spazi democratici e i diritti e quindi peggiorerà la situazione della grande maggioranza dei cittadini, ad eccezione di quella minuscola parte di arricchiti dalla crisi che si sono già pronunciati per il SI. Inoltre non è affatto vero che la vittoria del NO impedirebbe qualsiasi revisione futura. Al contrario renderebbe possibile approvare con un’amplissima maggioranza alcune utili riforme con la modifica di 5 o 6 articoli della Costituzione vigente.

Votare NO è quindi indispensabile per salvaguardare i principi di democrazia e di partecipazione popolare che stanno alla base della nostra Costituzione e per una riforma vera al posto di una “deforma” come quella proposta.

Aisa Sebastiano (medico)

Alagna Giuseppe (artigiano)

Albanesi Sonia (RSU Azienda Ospedaliera Perugia)

Allegrucci Massimo (docente universitario)

Alloisio Mirella (partigiana combattente, insegnante)

Anastasia Stefano (docente universitario)

Anselmo Ettore (avvocato, presidente ANPI Valle Umbra Nord)

Anselmo Pierluigi (educatore)

Apone Larissa (rappresentante studenti Commissione controllo Adisu)

Arcangeli Angelo (già consigliere comunale Bastia)

Arcovio Vittoria (responsabile politiche giovanili CGIL)

Armentano Luigi (educatore)

Ballarani Giorgia (docente universitaria)

Ballerani Marco (RSU Perugina)

Barcaioli Fabio (coordinatore Sel-Sinistra italiana Umbria)

Bartoli Paolo (docente universitario)

Bassetti Elisa (consigliere comunale Spoleto)

Bauletto Marco (sindacalista)

Bernardini Beatrice (rappresentante studenti Consiglio degli Studenti)

Berrettini Francesco (segreteria ANPI provincia di Perugia)

Biagini Emanuela (insegnante)

Biagiotti Marzia (presidente sezione ANPI “Partigiani d’Italia”)

Bianchi Massimo (RSU M. Benedetti Perugia)

Bianchi Paola (consigliere comunale Corciano)

Bifulco Francesco (presidente ARCI Ficulle)

Billi Massimo (docente universitario)

Bini Wladimiro (consigliere comunale San Venanzo)

Bistacchia Stefano (consigliere comunale Castiglione del Lago)

Bizzarri Moreno (impiegato ISA Bastia)

Bizzirri Verrina Rita (già insegnante)

Bollati Andrea (docente universitario)

Bolletta Giorgio (insegnante, già consigliere comunale Assisi)

Bonci Alfio (comitato provinciale ANPI di Perugia)

Borgognoni Mariano (teologo, già presidente Provincia Perugia)

Bravi Mario (direttore Istituto di ricerche CGIL)

Brizioli Francesco (rappresentante studenti Consiglio di Amministrazione Università di Perugia)

Bucarini Mauro (coordinatore SLC-CGIL)

Candori Francesca (docente universitaria)

Canosci Doretta (docente universitaria)

Caponi Leonardo (già senatore)

Capotorti Andrea (docente universitario)

Caprini Andrea (assessore comunale Todi)

Carbonari Maria Grazia (consigliere Regione Umbria)

Carini Carlo (docente universitario)

Carlini Martina (rappresentante studenti Consiglio di Dipartimento Chimica, Biologia e Biotecnologie)

Carnieri Claudio (già presidente Regione Umbria)

Caruso Enza (docente universitaria)

Cavaleiro Michele (già consigliere comunale Gubbio)

Cavicchi Alba (insegnante)

Ceccarelli Stefano (consigliere comunale Gubbio)

Cecchini Fabrizio (Gesenu)

Ceccobelli Simonetta (consigliere comunale Corciano)

Ceccomori Clotilde (dirigente pubblico)

Centofanti Siro (docente universitario, avvocato)

Cerboni David (consigliere comunale Castiglione del Lago)

Cerrone Francesco (docente universitario)

Cesario Franco (artigiano)

Ciamarra Alessandro (sezione ANPI di Spoleto “Probo Martinelli”)

Ciancaleoni Roberto (consigliere comunale Foligno)

Cingari Salvatore (docente universitario)

Ciotti Luigino (presidente Circolo culturale “primomaggio”)

Cipriani Vincenzo (liutaio, musicista)

Clerici Roberta (traduttrice CGIL)

Corazzi Giovanni (insegnante)

Corbucci Silvia (avvocato)

Corritore Andrea (consigliere comunale Castel Giorgio)

Cotini Manuele (consigliere comunale San Venanzo)

Covino Renato (docente universitario)

Cremonte Walter Luigi (insegnante)

Crezini Fabio (RSU Coop Centro Italia Magione – Castiglione del Lago)

Croce Giorgio (artista)

Cupello Luca (consigliere comunale Allerona)

D’Agostini Giovanna (praticante avvocato)

D’Annibale Maria Sole (imprenditrice Terni)

De Cenzo Stefano (insegnante)

Del Bene Fausto (già sindaco di San Giustino)

Dell’Olio Don Tonio

Del Pinto Maurizio (medico Ospedale Perugia)

De Romanis Roberto (docente universitario)

Di Filippo Emma (consigliere comunale Bevagna)

Di Masi Maurizio (avvocato)

Di Pasquale Rita (impiegata Franchi Bastia)

Di Pietro Francesco (avvocato)

Domina Martina (presidente Consiglio degli Studenti)

Dragoni Massimiliano (musicista)

Duranti Emilia (docente universitaria)

Duranti Francesco (docente universitario)

Fadda Igor (amministrativo Università)

Falcinelli Stefano (docente universitario)

Falcone Matteo (dottore di ricerca)

Falistocco Lorenzo (rappresentante studenti Consiglio degli Studenti)

Ferroni Francesco (FDM Città della Pieve)

Fiaoni Ilaria (dottoranda di ricerca in Scienze Giuridiche)

Filippetti Valentino (sindaco di Parrano)

Fiorenzano Giuseppe (medico ospedaliero)

Fiorio Carlo (docente universitario)

Flamini Enrico (segretario Rifondazione Comunista Umbria)

Franceschini Mari (presidente ANPI Provincia Perugia)

Francisci Daniela (medico)

Fronza Claudio (insegnante, pittore)

Gallinella Filippo (deputato)

Garzuglia Stefano (RSU AST Terni)

Gasperi Marco (consigliere comunale Città di Castello)

Gatti Roberto (docente universitario)

Gatticchi Nicola (RSU Cartocredit Città di Castello)

Gentili Fausto (insegnante)

Ghiandoni Roberto (RSU Iverplast Marsciano)

Giacalone Fiorella (docente universitaria)

Giacchè Carlo (già assessore comunale Perugia)

Giacobbe Maurizio Francesco (insegnante)

Giaffreda Stefano (consigliere comunale Perugia)

Gilibini Maura (assessore comunale Allerona)

Giovacchino Francesca (avvocato)

Goracci Gianfrancesco (docente universitario)

Granocchia Luciano (già assessore provinciale Perugia)

Guaitini Michele (segretario Radicali Perugia)

Guidi Cristina (biologa, già consigliere comunale Assisi)

Guidi Oretta (docente universitaria)

Lampone Francesco (funzionario Università)

Lanfaloni Patrizia (RSU Colussi)

Lardari Massimo (consigliere comunale Allerona)

Laterza Filomena (docente universitaria)

Lavelli Silvana (esodata)

Lecce Alessandra (RSU Coop)

Leggio Fabrizio (consigliere comunale Assisi)

Liberati Andrea (consigliere Regione Umbria)

Libardo Raffaella (rappresentante studenti Consiglio di Dipartimento Chimica, Biologia e Biotecnologie)

Liotta Giuseppe (docente universitario)

Lorvich Maria (già maestra, poetessa)

Lucidi Stefano (senatore)

Malossi Nico (RSU Umbria Cuscinetti Foligno)

Mandarini Francesco (già presidente Regione Umbria)

Manganello Patrik (infermiere professionale)

Manna Jacopo (insegnante)

Maori Andrea (tesoriere Radicali Perugia)

Marcelli Maurizio (RSU Ama Sara)

Marchesi Simona (RSU Perugina)

Marchino Isabella (vicesindaco di Montegabbione)

Marcucci Paolo (ingegnere, già consigliere comunale Assisi)

Mariotti Diego (RSU Tomassini Passignano)

Marsili Pietro (rappresentante studenti Consiglio di Dipartimento Medicina Veterinaria)

Martellotti Anna (docente universitaria)

Martini Mario (docente universitario)

Masci Marcello (impiegato artigianato)

Mattioli Armando (medico del lavoro)

Mearini Stefano (rappresentante studenti Consiglio di Dipartimento Lettere -lingue, letterature e civiltà antiche e moderne)

Mercurelli Salari Barbara (dipendente ASL)

Mingarelli Stefano (sezione ANPI di Foligno)

Monarca Silvano (docente universitario)

Morelli Alfonso (assessore comunale Narni)

Mozzi Rita (docente universitaria)

Nocchi Venanzio (già parlamentare e sindaco di Città di Castello)

Offredi Anna (consigliere comunale Marsciano)

Olivi Stelvio (consigliere comunale Piegaro)

Onori Raniero (FIOM Terni)

Orfei Pietro (rappresentante studenti Consiglio degli Studenti e Commissione controllo Adisu)

Paffarini Stefano (impiegato metalmeccanico)

Palini Franco (presidente sezione ANPI di Bevagna)

Panella Massimo (RSU Regione Umbria)

Papasso Daniele (direttore giornale universitario “La Locomotiva”)

Papini Roberto (rappresentante studenti Consiglio di Dipartimento Fisica e Geologia)

Parra Nunzia (dottoressa di ricerca, avvocato)

Pascolini Rita (docente universitaria)

Passeri Valeria (avvocato)

Passerini Roberto (consigliere comunale Magione)

Patrizi Patrizia (vicesindaco di Parrano)

Pellegrino Roberto (presidente Coordinamento Umbria Rifiuti Zero)

Perfetti Roberta (dirigente scolastica)

Perna Vincenzo (RSU Manini Prefabbricati)

Piacentini Stefania (medico ASL)

Piccolotti Elisabetta (consigliere comunale Foligno)

Picasso Patrizia (operatrice museale)

Pietrelli Michele (consigliere comunale Perugia)

Pigliapoco Valentina (consigliere comunale Umbertide)

Piobbico Marco (RSU Ecocave)

Pioggia Alessandra (docente universitaria)

Pitch Tamar (docente universitaria)

Pizza Giovanni (docente universitario)

Placidi Alessandro (RSU Umbria Cuscinetti Foligno)

Ponti Benedetto (docente universitario)

Potenza Aldo (già assessore Regione Umbria)

Racanella Fabio (RSU Coop Centro Italia Magione – Castiglione del Lago)

Raimondi Renzo (sociologo)

Rastelli Terdelinda (consigliera comunale Torgiano)

Ravaglia Massimo (RSU Poste)

Raveraira Margherita (docente universitaria)

Ricci Alessandro (vicepresidente ANPI Valle Umbra Nord)

Ricci Fabrizio (giornalista)

Ricci Francesca (rappresentante studenti Consiglio di Dipartimento Giurisprudenza)

Ricci Stefano (medico)

Rinalducci Adrio (RSU ISA Bastia)

Rinalducci Riccardo (rappresentante studenti Consiglio di Dipartimento Scienze Politiche)

Rocchegiani Valentino (già sindaco di Allerona)

Romagnoli Carlo (medico sanità pubblica)

Roncella Fabio (sindaco di Montegabbione)

Rondoni Domenico (referente economico di Modern Money Theory Umbria)
Rosati Dino (direttore tecnico coop. edile)

Rosati Marco (assessore comunale Giove)

Rosati Stefano (già vicesindaco San Venanzo)

Rosati Tiziano (consigliere comunale Orvieto)

Roselletti Fabrizio (RSU M. Benedetti Perugia)

Rosetti Cristina (consigliere comunale Perugia)

Rosi Bonci Lorena (funzionaria comunale)

Rosignoli Rossano (dirigente scolastico)

Rossignoli Marcello (consigliere comunale Bastia Umbra)

Rrapaj Massimiliano (rappresentante studenti Consiglio degli Studenti)

Sammarco Luigi (presidente centro culturale Città Nuova Spoleto)

Santarelli Gigliola (circolo culturale “primo maggio”)

Santirossi Daniele (consigliere comunale Narni)

Scalfaro Beniamino (già dirigente Sviluppumbria)

Scarpelli Vanda (segretaria Camera del Lavoro Perugia)

Sdringola Moreno (infermiere professionale)

Seppilli Tullio (antropologo)

Seracchioli Angela (scrittrice)

Sereni Clara (scrittrice)

Severino Gabriella (docente universitaria)

Simonacci Leonardo (rappresentante studenti Senato Accademico Università di Perugia)

Sini Daniele (insegnante)

Sorrentino Roberto (docente universitario)

Spera Costanza (rappresentante studenti Senato Accademico Università di Perugia)

Taborchi Luciano (già vicesindaco Magione)

Taborchi Mario (assessore comunale Corciano)

Taddei Andrea (consigliere comunale San Giustino)

Tamiazzo Paolo (ARCI Umbria)

Tancredi Alessandro (docente universitario)

Taticchi Aldo (docente universitario)

Tei Costanza (rappresentante studenti Consiglio degli Studenti)

Tei Matilde (rappresentante studenti Consiglio di Dipartimento di Agraria)

Terreni Francesca (insegnante)

Tiberi Marco (consigliere comunale Monte Castello di Vibio)

Torcolini Giuseppe (già dirigente Camera dei deputati)

Torrini Nicola (ANPI “Brigata Risorgimento” del Trasimeno)

Trabalza Alex (operatore socio-sanitario, presidente Movimento Sconforto Generale)

Trabalza Luciano (insegnante)

Tralascia Moreno (RSU Telecom)

Triulzi Leonardo (già imprenditore)

Troiani Stefania (consigliera comunale Gualdo Tadino)

Trotti Mimma (assessore comunale San Gemini)

Turcheria Luca (RSU Perugina)

Valastro Alessandra (docente universitaria)

Valentini Mario (già sindaco di Perugia)

Vantaggi Giovanni (medico)

Vergaglia Lucia (consigliere comunale Orvieto)

Verrina Gabriele Lino (già magistrato Cassazione)

Vinti Stefano (già consigliere e assessore regione Umbria)

Volpi Mario (referente economico di Modern Money Theory Umbria)
Volpi Mauro (docente universitario)

Volpi Roberto (dirigente scolastico)

Zaffera Stefano (già vicesindaco Marsciano)

Zampa Piero (RSU Colussi)

Zuccherini Renzo (dirigente scolastico)

Zucchetti Francesco (sindacalista)

Una risposta a “Liberi di dire NO! L’appello dell’ Umbria

  1. e’necessario scrivere una lettera agli italiani all’estero firmata dagli esponenti di tutti i partiti schierati per il no e velocemente! 4 milioni di voti fa la differenza ! la lettera e’subdola e convincente! dobbiamo fargli vedere quello e ‘ veramente nella riforma

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