Fermiamo la presa del potere. Coord. Veneto per la Costituzione

Pubblichiamo il report dell’incontro tenutosi il 2 ottobre a Mestre, a seguito del quale si è dato avvio al Coordinamento Veneto per la Costituzione.
E’ una proposta ovviamente aperta a tutti che crescerà se riceverà appoggio dai vari territori e, contemporaneamente, si connetterà con il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale .
E’ già stata aperta una pagina Facebook del Coordinamento veneto e fissata la data del prossimo incontro che si terrà a Rovigo per poi spostarsi a rotazione nelle varie province del Veneto.
Alleghiamo anche il documento che ha promosso l’incontro del 2 ottobre e che ha raccolto l’unanime consenso dei partecipanti.
Speriamo che altre regioni e territori avviino iniziative analoghe velocemente: dobbiamo svolgere un’azione informativa e di attivazione che preluda alla molto probabile, e non facile, campagna referendaria che ci attende.

REPORT PRIMO INCONTRO DEL COORDINAMENTO VENETO PER LA COSTITUZIONE
2.10.2015

Il 2 ottobre 2015 si è svolta a Mestre la riunione di cittadini e di rappresentanti delle associazioni del Veneto per la costituzione del Coordinamento Veneto per la Costituzione.
Punto fondamentale dell’incontro – che ha trovato un primo riferimento nel testo della lettera inviata a tutti qualche giorno prima della riunione e qui nuovamente allegata – è stata la volontà, espressa all’unanimità dei presenti, di costruire dal basso un movimento di cittadini che intendono organizzarsi nella preparazione di una campagna politica per bloccare la “controriforma” costituzionale in discussione al Parlamento e contro le leggi ordinarie approvate negli ultimi mesi (Decreto Sviluppo, “Sblocca Italia”, Jobs Act, Italicum, “Buona” Scuola).
Erano presenti singoli cittadini e i rappresentanti/componenti di Fiom-Coalizione Sociale, Libertà e Giustizia, Rete per la Costituzione, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Primalepersone, Comitato Polesano per la Costituzione, Libera, Comunisti Italiani, Altra Europa con Tsipras.
Erano presenti cittadini provenienti da sei provincie venete (assente solo Verona).
Gli argomenti discussi hanno riguardato prevalentemente, per motivi di estrema contingenza dettata dall’attuale calendario parlamentare, le ragioni e le proposte per contrastare il DDL costituzionale in discussione in terza lettura al Senato della Repubblica e il recente successo del referendum No Triv, avviato dai movimenti e richiesto da 10 regioni italiane (al vaglio delle Corti di Cassazione e Costituzionale).
I partecipanti hanno convenuto che occorra avviare, sin d’ora, una campagna di informazione di tutti i cittadini, in ogni luogo e con iniziative organizzate, per costituire una opposizione al DDL che sta per modificare gran parte della seconda parte della Costituzione repubblicana (con possibilità di cambiamento della forma di governo nel Paese).
Si apre la prospettiva concreta che – in uno con la legge elettorale chiamata “Italicum” (già approvata da un Parlamento la cui nascita, secondo la sentenza n. 1/2014 della Corte costituzionale, è frutto di una legge anticostituzionale) – la Repubblica possa trasformarsi, CONTRO LA COSTITUZIONE DEL 1948, in uno Stato in cui il potere viene esercitato da un unico partito, da un unico organo istituzionale (governo), senza alcuna garanzia e contrappesi democratici e togliendo al popolo ogni possibilità di esprimere la propria sovranità.
L’emergenza costituzionale, chiarissima a molte persone che vivono la vita istituzionale del Paese, va fatta conoscere alla maggioranza dei cittadini italiani, silenti e rassegnati – più che in ogni altro momento storico – di fronte a cambiamenti e umiliazioni dei diritti che nessun cittadino elettore ha mai chiesto fossero oggetto di un qualunque programma di governo.
All’esito della riunione i presenti hanno deciso all’unanimità di costituire un Coordinamento del Veneto per la Costituzione, la cui adesione è aperta a tutti coloro che intendono contrastare il disegno governativo/parlamentare messo in atto contro i principi costituzionali della Repubblica parlamentare.

Si è convenuto che si strutturi un coordinamento dal basso, paritario, aperto e inclusivo, in stretto contatto e collaborazione con il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, capace di lavorare sul fronte della resistenza alle controriforme (preparando la campagna per i probabili referendum) ma anche di proposta politica, come sottolineato nel documento che ha dato il via al Coordinamento.

Sono state proposte iniziative concrete da avviare nei territori della Regione che verranno organizzate già dalla prossima convocazione del Coordinamento.

Si è convenuto di costruire un googlegroup, per coordinare l’azione del Coordinamento a mezzo lo scambio di email, nonché di aprire una pagina FB del Coordinamento alla quale attingere per conoscere le iniziative territoriali che verranno promosse.
Sono state fatte le prime proposte su alcune strategie per creare un maggiore coinvolgimento di cittadini di tutte le età: strumenti visuali come una “bandiera della Costituzione” (che dia visibilità come quella della pace), l’affidamento di coordinamento a livello provinciale ai più giovani, l’organizzazione di incontri in luoghi pubblici o aperti al pubblico per coinvolgere le persone che li frequentano.

La prossima riunione del Coordinamento è prevista per il 31 ottobre 2015 a ROVIGO nel pomeriggio: si intende con ciò applicare il principio della rotazione in ogni provincia degli incontri, dando a tutti la possibilità di partecipare nelle sedi vicine.
Verranno indicati a breve il luogo e l’ora del prossimo incontro.

Contatti Facebook: https://www.facebook.com/coordinamentovenetocostituzione

Documento: Fermiamo la presa del potere

Assistiamo da tempo a molteplici violazioni e ad autentici colpi di mano che hanno come teatro le cosiddette riforme costituzionali: con il programmato esautoramento e svilimento del ruolo del Parlamento, sede della rappresentanza popolare, la Costituzione repubblicana non sarà più la stessa, così come pensata e voluta da chi la costruì come carta di garanzie e tutele per i diritti fondamentali della persona.
La democrazia rischia di essere messa fuori gioco dalla strategia del potere per il potere espressa dal governo Renzi.
Pensiamo che una battaglia centrata sul solo ricorso al referendum costituzionale, così come ai referendum diretti ad abrogare le leggi ordinarie approvate negli ultimi mesi (“Sblocca Italia”, “Jobs Act”, legge elettorale cosiddetta Italicum, legge della “Buona scuola”) non sia sufficiente a contrastare il disegno governativo dell’attuale maggioranza diretto all’annientamento dei fondamentali diritti costituzionali: non possiamo caricare sui soli referendum una campagna di opposizione contro le leggi già entrate in vigore e contro la cosiddetta “riforma del Senato”.
OCCORRE PERCIO’ COMPIERE UN PASSO AVANTI. UN PASSO AVANTI POLITICO, PER EVITARE CHE IL NOSTRO IMPEGNO SIA INEFFICACE
I referendum sono un’occasione importante, da non perdere, ma all’interno di una campagna che sia soprattutto politica: solo così avrà efficacia e sarà di comprensione generale anche la parallela battaglia “tecnica” legata al ricorso allo strumento dei referendum.
Il che si traduce da un lato nel fermare lo stravolgimento costituzionale dei diritti, dall’altro nel decidere da subito la costruzione di una campagna politica di contrasto per impedire che una maggioranza al governo del Paese – confezionata con una legge elettorale peggiore del Porcellum e persino peggiore della “legge truffa” del 1953 e della legge Acerbo dell’epoca fascista – possa mettere mano a modifiche della Costituzione trasformando così il governo del Paese nel governo di una dittatura della maggioranza stessa.
La Carta fondamentale della Repubblica non è nelle mani del potere esecutivo, né in quelle di un Parlamento come quello attuale, frutto della legge elettorale “Porcellum” che dal 2014 è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale.
Potere esecutivo e potere legislativo, attualmente fautori di una devastazione senza precedenti dei diritti, sono privi di ogni legittimazione costituzionale.
L’OBIETTIVO È COSTRUIRE L’OPPOSIZIONE POLITICA
Come?
Con il lavoro normativo
-Raccordando il referendum costituzionale (che è vitale) con i referendum abrogativi tematici (almeno con quelli di forte partecipazione popolare, come NO TRIV, Scuola)
-Rimettendo in gioco l’applicazione concreta della Costituzione attraverso PROPOSTE E DISEGNI DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE su temi sociali di forte interesse generale (Sanità pubblica, Diritti del lavoro) per ripristinare diritti negati.
-Rimettendo in campo soprattutto e in ogni modo possibile RAPPRESENTANZA E SOVRANITA’ POPOLARE attraverso il ripristino del voto, dove negato (così i ricorsi giudiziari contro l’Italicum), attraverso l’esercizio di controllo dei cittadini sulla vita amministrativa e sulle decisioni istituzionali (contrasto allo strapotere prefettizio)
Con il lavoro organizzativo del movimento
Occorre riorganizzare una rete di cittadini e di associazioni che sappia agire autonomamente senza dovere sempre attendere le iniziative politiche, peraltro ormai molto rare, di formazioni nazionali prive di capacità politica di coinvolgimento.
Proporre a livello locale e nazionale una linea e un progetto di opposizione che permettano di riunire, pur nelle diversità, in un’unica e comune azione concreta i diversi soggetti, le varie sigle associative, le persone già attive.
E’ indispensabile costruire da subito un’alleanza tra tutti i soggetti impegnati nel contrastare il disegno del Governo Renzi e della maggioranza che lo sostiene
PROPOSTE
Incontrarci su queste basi in Veneto per creare un COORDINAMENTO REGIONALE PER LA COSTITUZIONE
Incontrare i parlamentari e i consiglieri regionali, i consiglieri comunali, disponibili a lavorare su due versanti: istituzionale e movimentistico
OCCORRE UNA SVOLTA POLITICA CHE ABBIA I CONTENUTI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE: QUESTA È LA CORNICE NELLA QUALE OPERARE ANCHE CON LA BATTAGLIA REFERENDARIA

Rosanna Cavazzini, Comitato Polesano per la Costituzione e Rete per la Costituzione
Silvia Manderino, Rete per la Costituzione , Roberta Radich, PrimaLePersone , Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

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