Italicum, una riforma che sacrifica i diritti politici dei cittadini garantiti dalla Costituzione

Articolo di Domenico Gallo su: Rivoluzione Liberale del 16/11/2015

La legge elettorale, lungi dal rappresentare un’asettica tecnica di selezione della rappresentanza, è il principale strumento attraverso il quale si realizza un ordinamento rappresentativo e viene data concreta attuazione al principio supremo posto dall’art. 1 della Costituzione che statuisce: «la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione».
Sono le caratteristiche dei sistemi elettorali, e le loro opzioni per l’organizzazione della rappresentanza e la traduzione dei voti in seggi, che determinano la vera natura costituzionale del sistema politico, aumentandone o diminuendone il tasso di democraticità.
Orbene la Corte costituzionale, con una pronuncia storica è intervenuta nel campo del diritto elettorale, riconoscendo che anche questo terreno squisitamente politico deve essere coerente con i principi costituzionali e con i diritti politici del cittadino.
La Corte costituzionale con la sentenza 1/2014 ha dichiarato incostituzionali due istituti della legge Calderoli:
a) le liste bloccate, riconoscendo ai cittadini elettori il diritto di scegliersi i propri rappresentanti esprimendo (almeno) una preferenza;
b) il meccanismo che attribuiva alla minoranza “vincente” un premio di maggioranza senza soglia minima.
La Corte non ha contestato di per sé qualsiasi meccanismo correttivo dei voti espressi attraverso un premio di maggioranza, ma ha dichiarato costituzionalmente intollerabile che possa essere attribuito un premio di maggioranza “senza soglia” perché l’effetto sarebbe quello di produrre una distorsione enorme fra la volontà espressa dagli elettori e il risultato in seggi, determinando un vulnus intollerabile all’eguaglianza del voto e al principio stesso della sovranità popolare.
Nessun sistema elettorale è in grado di assicurare una perfetta corrispondenza fra i voti espressi e i seggi conseguiti da ciascuna forza politica che partecipa all’agone elettorale. Questo però non consente di buttare a mare il principio espresso dall’art. 48 della Costituzione secondo cui il voto è libero e uguale, diretta conseguenza del principio di eguaglianza e di partecipazione espresso dall’art. 3 Cost.
La legge Calderoli aveva istituzionalizzato la diseguaglianza dei cittadini italiani nel voto, attraverso il meccanismo previsto dall’art. 83 che prevedeva la formazione di un «quoziente di maggioranza» e di un «quoziente di minoranza». Nelle elezioni del 2013 il quoziente di maggioranza è stato di circa 29.000 voti, mentre quello di minoranza è stato superiore a 80.000 voti (cioè per eleggere un deputato nei partiti “premiati” sono stati sufficienti 29.000 voti popolari, mentre per eleggere un deputato per tutti gli altri partiti sono occorsi più di 80.000 voti popolari). Il rapporto fra i due quozienti è stato di 2,66. Basti pensare che il Pd con 8.646.457 voti (25,42%) ha ottenuto 292 seggi (pari al 47%) mentre il Movimento 5 Stelle con 8.704.969 (25,56%) ha ottenuto 102 seggi (pari al 16,5%).
La Consulta ha dichiarato incostituzionale il Porcellum proprio per evitare il ripetersi di una simile insostenibile distorsione fra la volontà espressa dal popolo italiano e i risultati in termini di composizione della Camera rappresentativa.
Orbene, l’Italicum finge di adeguarsi alle prescrizioni della Corte sia per quanto riguarda le liste bloccate, sia per quanto riguarda il premio di maggioranza, ma in realtà si sbarazza dei paletti che la Consulta ha posto alla discrezionalità del legislatore, riesumando una versione peggiorata del Porcellum.
L’Italicum apparentemente abbandona il sistema delle liste bloccate (in cui i deputati sono eletti in base all’ordine di lista, senza che l’elettore possa mettervi becco), rendendo bloccati “soltanto”i capilista, mentre gli altri deputati vengono eletti sulla base delle preferenze. Però c’è un trucco. Vengono creati 100 collegi di dimensioni variabili da tre a sei seggi. Poiché difficilmente un partito elegge, in collegi così ridotti, più di un deputato, ecco che buona parte dei deputati non saranno scelti dagli elettori con il voto di preferenza ma saranno direttamente “nominati”dai capi dei partiti.
Ma ancor maggiore è lo scostamento dalle prescrizioni della Consulta in tema di premio di maggioranza. Anche in questo versante l’Italicum finge di adeguarsi perché introduce una soglia minima al premio di maggioranza (40%), con ciò legittimando, peraltro, un premio di maggioranza notevolissimo (il 15%, pari a circa 90 seggi), corrispondente a quello stabilito dalla legge truffa. Nella realtà quest’adeguamento viene rinnegato con un trucco, rendendo la soglia minima rimuovibile, attraverso l’istituto del ballottaggio su base nazionale fra le due liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti.
In questo modo l’Italicum non solo non abolisce il meccanismo del premio di maggioranza senza soglia censurato dalla Corte costituzionale, ma addirittura lo esalta, attribuendo il premio a una unica lista, anziché alle coalizioni. È questo l’aspetto più preoccupante della nuova legge elettorale. L’Italicum smantella ogni possibile coalizione perché attribuisce il premio di maggioranza a una sola lista. Per legge viene attribuita la maggioranza politica e la guida del governo a un solo partito, a prescindere dalla volontà del popolo sovrano. In questo modo viene reintrodotto nel nostro paese un sistema di governo basato sul partito unico. Per rendersi conto della gravità di questa svolta, basti pensare che dal 24 aprile del 1944 (secondo governo Badoglio) a oggi si sono sempre e solo succeduti governi di coalizione, o quantomeno sostenuti da una maggioranza di coalizione, mentre un governo del partito unico in Italia è esistito soltanto nel ventennio fascista. Fu proprio la legge elettorale dell’epoca (legge Acerbo) che consentì l’avvento di un partito unico al governo, attribuendo una maggioranza garantita al “listone”.
Poiché il sistema politico italiano non è bipolare, né tantomeno bipartitico il meccanismo elettorale congegnato è destinato a produrre naturalmente – soprattutto attraverso il ballottaggio – una fortissima distorsione fra la volontà espressa dal corpo elettorale e i seggi conseguiti dalle singole forze politiche, istituzionalizzando la diseguaglianza dei cittadini nell’esercizio del diritto di voto.

Una simulazione renderà più chiari gli effetti perversi di questo sistema.

Si prenda una platea i 30 milioni di voti. Concorrono alle elezioni 5 liste. La lista n.1, la lista n. 2 e la lista n. 3 prendono il 25% dei voti, pari a 7.500.000 ciascuno (ma la lista n. 3 prende qualche centinaio di voti in meno), mentre le altre liste si dividono il restante 25%. Effettuato il ballottaggio fra la lista n. 1 e la lista n. 2, quale che sia il vincitore, alla lista vincente, con il 25% dei voti vengono assegnati 340 seggi, mentre a tutte le altre liste che hanno raccolto 22.500.000 voti vengono assegnati i rimanenti 278 seggi. A questo punto il quoziente di maggioranza sarà pari a 22.058 voti, mentre il quoziente di minoranza sarà di 80.935 voti. Il rapporto fra questi due quozienti ci indica che il voto del cittadino di maggioranza vale 3,67 volte quello del cittadino di minoranza.

Queste semplici considerazioni dimostrano che l’Italicum è una legge insostenibile poiché aggredisce i fondamenti della democrazia repubblicana e ferisce uno dei principi che non può essere oggetto di revisione costituzionale: quello dell’eguaglianza dei cittadini.

Per questo gruppi di cittadini elettori stanno presentando in tutt’Italia dei ricorsi in sede giurisdizionale, per chiedere che venga riconosciuto il loro diritto politico all’esercizio del voto libero, uguale e diretto, chiedendo che i giudici interpellino la Corte Costituzionale perché intervenga di nuovo, cancellando dall’ordinamento giuridico le norme incostituzionali dell’italicum.

Azioni giudiziarie sono state già promosse a Milano, a Venezia, a Roma, a Bologna, Torino, a Catanzaro ed altre sono imminenti nelle altre sedi giudiziarie.

2 risposte a “Italicum, una riforma che sacrifica i diritti politici dei cittadini garantiti dalla Costituzione

  1. Sostanzialmente d’accordo con qualche precisazione
    1) Il premio non è del 15% in caso di vittoria al primo turno ma del 37,5%. Infatti, passare da 40% a 55% è un incremento del 37,5%
    2) Il porcus italicus non riesuma il porcellum ma rappresenta un perfezionamento della legge Acerbo del 1923. Quella legge lasciava aperta l’ipotesi della distribuzione proporzionale dei seggi se nessuno arrivava al quorum del 25%; con il porcus italicus si annulla la funzione del parlamento perché con certezza un solo partito avrà il controllo del potere esecutivo e legislativo. A che serve parlamentare?
    3) La Corte costituzionale ha anche affermato che qualora il legislatore opti, anche parzialmente, per il sistema proporzionale induce negli elettori l’aspettativa che non ci saranno alterazioni significative nella trasformazione dei voti in seggi. Il porcus italicus ovviamente altera tutto pur avendo scelto un sistema proporzionale con doppio correttivo.
    4) Il porcus italicus è eversiva poiché trasforma surrettiziamente una democrazia rappresentativa di tipo parlamentare in un sistema a elezione diretta dell’esecutivo anche se in modo truffaldino. Gli elettori sono chiamati dalla legge a votare per scegliere i propri rappresentanti politici ma in realtà votano per scegliere a quale partito affidare il governo del Paese. Una truffaldina ed eversiva riforma istituzionale ottenuta mediante una legge elettorale che fa carta straccia della Costituzione.

    Mi piace

  2. I DIRITTI COSTITUZIONALI SIA POLITICI CHE ECONOMICI DEVONO ESSERE GARANTITI IN MODO STRUTTURALE! LA STORICA EVASIONE FISCALE
    LA DENUNCIA DEL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA
    E
    L’ARTICOLO 53 DELLA COSTITUZIONE
    ALTRO CHE 1000 O 3000 EURO PER “EVITARE”L’EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA!!!!
    Questo il titolo di un articolo di Repubblica del marzo 2013
    SI SCORDANO DI DICHIARARE AL FISCO LE LORO ENTRATE!
    COSTRUTTORI EDILI “TRADITI” DAI LORO CLIENTI.
    L’articolo dimostra, in modo chiaro e disarmante l’efficacia, che l’applicazione dell’articolo 53 della Costituzione mettendo al CENTRO la PERSONA con la sua vita economica fatta di entrate ed uscite, nell’evitare l’evasione fiscale e fare emergere un sommerso annuo pari a circa 450/500 miliardi per un mancato gettito di 260 miliardi!
    E’ accaduto che i clienti hanno portato in deduzione dal loro reddito lordo il 36% del totale dell’importo delle fatture rilasciate dai fornitori per ristrutturazioni edilizie.
    L’ Agenzia delle Entrate di Firenze,viste queste deduzioni, hanno potuto fare un “ controllo incrociato” ed hanno scoperto che i fornitori non avevano contabilizzato sul loro reddito d’impresa gli incassi degli importi dei loro clienti!
    Il nuovo accertamento ha portato allo scoperto un sommerso di 11 milioni di imponbile tra IVA e IRPEF.Poi ci sono evasioni di IRAP e Contributi Previdenziali!
    Per il precetto di capacità contributiva, di cui al 1°comma dell’articolo 53 della Costituzione, le spese primarie e sociali, non quelle che rappresentano un lusso, non sono soggette ad alcuna tassazione, nel senso che esse fanno parte della capacità contributiva. (On.le Scoca relatore, a nome di tutti i partiti, dell’articolo 53 della Costituzione votato all’unanimita’ dall’ assemblea costituente del 23 maggio 1947)
    Inoltre, applicando i 2 commi dell’articolo 53 della Costituzione,
    viene accertata l’effettiva capacità contributiva e viene dato progressività al sistema tributario nel suo complesso.( tributi diretti ed indiretti sui consumi = IVA-IRPEF).
    Applicando la Costituzione economica nel suo articolo 53 si realizzano di fatti gli articoli: 2 – 3 – 4 – 36 – 38 e tutti quelli che prescrivono i diritti sociali collettivi compreso quello che oggi si intende come “reddito di cittadinanza, ma in presenza di disoccupazione involontaria.
    A cura dell’Associazione Articolo 53!
    Torelli Roberto

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...