Stefano Rodotà: una falsa democrazia anticipa il nuovo regime

– Andrea Fabozzi, 31.12.2015

Intervista a Stefano Rodotà. «Il premier Renzi governa come se ci fossero già l’Italicum e la nuova Costituzione. Il presidente Mattarella non distoglierà lo sguardo da questa situazione. Il bipolarismo crolla ma non c’entra il populismo. I partiti non sanno più leggere la società»

«Il populismo è una spiegazione troppo semplice. I partiti tradizionali non riescono più da tempo
a leggere la società. Non è populismo, è crisi della rappresentanza». L’intervista con Stefano Rodotà comincia dal giudizio sui risultati elettorali in Francia e Spagna. «In entrambi i casi il bipolarismo va in crisi. Ma in Francia il fenomeno assume tinte regressive. Lì il Front National coltivava da tempo il disegno di sostituirsi ai due grandi partiti in crisi, ed è stato facilitato dalla rincorsa a destra di Sarkozy e Hollande, che hanno finito per legittimare Le Pen. In Spagna Podemos ha interpretato un movimento reale, quello degli Indignados, e ha predisposto uno strumento di tipo partitico per raccogliere il fenomeno. Il risultato pare essere un’uscita in avanti dal bipolarismo».

Renzi benedice la nuova legge elettorale italiana e sostiene che da noi non potrà succedere.

Non coglie il senso di quello che sta succedendo e con la sua risposta non fa che aumentare la distanza tra il partito e la società. Sostanzialmente dice: «A me della rappresentanza non importa nulla, a me interessa la stabilità». Ma con un governo che rappresenta appena un terzo degli elettori ci sono enormi problemi di legittimazione, di coesione sociale e al limite anche di tenuta democratica.

In Spagna e Francia si è votato con sistemi elettorali non proporzionali. Di più, lo «spagnolo» è stato a lungo un modello per i tifosi del maggioritario spinto. I risultati dimostrano però che l’ingegneria elettorale da sola non basta a salvare il bipolarismo. Può fallire anche l’Italicum?
L’ingegneria elettorale è un modo per sfuggire alle questioni importanti. In questi anni non solo
è stato invocato il modello spagnolo, ma anche quello neozelandese e quello israeliano. Sembrava di stare al supermarket delle leggi elettorali. Tutto andava bene per mortificare la rappresentanza, sulla base dell’idea che ciò che sfugge agli schemi è populismo. Invece è una legittima richiesta dei cittadini di partecipare ed essere rappresentati. Il nuovo sistema italiano, l’abbiamo spiegato tante volte, presenta il rischio di distorsioni spaventose. Può aprire la strada a soluzioni pericolose, ma anche ad alternative interessanti. Penso per esempio alla stagione referendaria che abbiamo davanti: dal referendum costituzionale, a quelli possibili su Jobs act, scuola e Italicum.

Il primo referendum, quello sulle trivellazioni, il governo ha deciso di evitarlo. Renzi è meno tranquillo di quanto dice?
È possibile, del resto le previsioni sul referendum costituzionale sono difficili, ancora non sappiamo esattamente come si schiereranno le forze politiche. Di certo la partita non è chiusa. E vorrei ricordare che nel 1974 una situazione elettorale che sembrava chiusa fu sbloccata proprio da un referendum, quello sul divorzio. I cittadini furono messi in condizione di votare senza vincoli di appartenenza politica e l’anno dopo si produsse il grande risultato alle amministrative del partito comunista.

In questo caso il presidente del Consiglio sta politicizzando al massimo il referendum, anzi lo sta personalizzando: sarà un voto su di lui ancora più che sul governo.
Il fatto che abbia deciso di giocarsi tutto sul referendum costituzionale apre una serie di problemi, il primo è la questione dell’informazione. C’è già un forte allineamento di giornali e tv con il governo,

la riforma della Rai non potrà che peggiorare le cose. Renzi ha già impropriamente politicizzato tutto il percorso della riforma, il dibattito parlamentare è stato gestito in modo autoritario. In teoria quando si scrivono le regole del gioco il cittadini dovrebbero poter votare slegati da considerazioni sul governo, in pratica non sarà così. Il gioco è chiaro: se dovesse andargli male, Renzi punterà alle elezioni anticipate con un messaggio del tipo: o partito democratico o morte, o me o i populisti.

La strategia è evidentemente questa. Il ballottaggio serve a chiedere una scelta tra il Pd
e Grillo, al limite Salvini. E se fosse un calcolo sbagliato? L’Italia non è la Francia, «spirito Repubblicano» da far scattare ne abbiamo poco.
Può essere un calcolo sbagliato. l’Italia non è la Francia per almeno due ragioni. Il Movimento
5 Stelle non fa paura come il neofascismo del Front National. E la mossa dei candidati socialisti in favore di quelli di Sarkozy è stata seguita perché lì la dialettica politica restava aperta. Da noi al contrario si rischierebbe l’investitura solitaria, rinunciare significherebbe consegnarsi pienamente a Renzi. L’appello al voto utile non credo funzionerà anche perché l’Italia non solo non è la Francia, ma non è più neanche l’Italia di qualche anno fa. Renzi non può chiedere il voto a chi quotidianamente delegittima, negando il diritto di cittadinanza alle posizioni critiche. Infatti si comincia a sentire che il vero voto utile, quello che può servire a mantenere aperta la situazione italiana, può essere quello al Movimento 5 Stelle. Sono ragionamenti non assenti dall’attuale dibattito a sinistra, mi pare un fatto notevole.

Sulle riforme costituzionali la sinistra spagnola va all’attacco, Podemos ha cinque proposte puntuali. Perché in Italia siamo costretti a sperare che non cambi nulla?
Proposte ne abbiamo fatte per uscire dal bicameralismo in maniera avanzata, per favorire la rappresentanza e la partecipazione, non escludendo la stabilità. Sono state scartate, nemmeno discusse. Alcuni di noi avevano denunciato il rischio autoritario della riforma costituzionale, siamo stati criticati, poi abbiamo cominciato a leggere di rischi plebiscitari, «democratura» e via dicendo. Troppo tardi, ormai lo stile di governo di Renzi è già un’anticipazione di quello che sarà il sistema con le nuove regole costituzionali e la nuova legge elettorale. Il parlamento è già stato messo da parte, addomesticato o ignorato, com’è accaduto sul Jobs act per le proposte della commissione della camera sul controllo a distanza dei lavoratori. Lo stesso sta avvenendo sulle intercettazioni.

Dobbiamo considerare un’anticipazione anche il modo in cui è stata gestita l’elezione dei giudici costituzionali?
È stata data un’immagine della Consulta come luogo ormai investito dalla lottizzazione, cosa che ha sempre detto Berlusconi. Un altro posto dove viene rappresentata la politica partitica, più che un’istituzione di garanzia. Lo considero un lascito grave della vicenda. La Corte dovrà prendere decisioni fondamentali, mi auguro che le persone che sono state scelte si liberino di quest’ombra, hanno le qualità per farlo.

L’altra istituzione di garanzia che finisce nell’ombra di fronte a questo stile di governo è il presidente della Repubblica.
Sulle banche il presidente Mattarella ha giocato un ruolo attivo. Le sue mosse possono essere considerate irrituali, ma di fronte al rischio per la tenuta del sistema bancario e per il rapporto tra cittadini e istituzioni ha fatto bene a intervenire. Stiamo scivolando verso una democrazia scarnificata, rinunciamo pezzo a pezzo agli elementi sostanziali — la rappresentatività, i diritti sociali e individuali — in cambio del mantenimento di quelli formali — il voto, la produzione legislativa. La situazione è grave ma le conclusioni un po’ affrettate per il momento me le risparmierei. Se questo orientamento proseguirà non credo che il presidente della Repubblica distoglierà il suo sguardo.

© 2015 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE

4 risposte a “Stefano Rodotà: una falsa democrazia anticipa il nuovo regime

  1. Pingback: Stefano Rodotà: una falsa democrazia anticipa il nuovo regime | un filo rosso·

  2. Il referendum può costituire anche l’occasione del riscatto dell’intelligentia e della cultura italiana dalla subordinazione al potere; svolgere in autonomia la sua funzione critica, contribuire alla formazione di coscienze democratiche.

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  3. Il referendum può costituire anche l’occasione del riscatto dell’intelligentia e della cultura italiana dalla subordinazione al potere; svolgere in autonomia la sua funzione critica, contribuire alla
    formazione di coscienze democratiche.

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  4. LA COSTITUZIONE VA APPLICATA
    E I DIRITTI SOCIALI VANNO GARANTITI
    E APPLICATI COME LA COSTITUZIONE SANCISCE
    ( POLITICI , DATEVI UNA CALMATA )

    Come si fa a pretendere che la gente comune ,tra cui me, che ignoriano i termini ,il signidicato vero , il lessico, gli articoli uno ad uno,della Costituzione,di espimersi con un voto che va ad interferire con la Costituzione ? Si puo’ votare per qualcosa della quale non si capusce IN MODO CHUARO il senso ?

    Si oppure no . E’ una cosa seria e la chiarezza ai cittadini e’ dovuta,al Poplo sovrano e’ dovuta. Alla Costituzione e’ divuta, alla Costituzione messa ad essere vera quindi messa in pratica, e non abusara insieme al Popolo” sivrani” .E’ etico
    chiedere ,esigere ,il rispetto al Poplo da parte dei politici.

    Che il Popolo , tutto , possa comprendere nel giusto e vero per che cosa e’ chiamato a votare , in questo referendum. Di che stanno blaterando i nass nedia,i loquaci d infidi ” guru” negli schermi ?e nei giornali?

    Su la riforma della Costituzione vogliamo sapere chiaramente ,non a grosse e confuse tinte, cosa si va a muovere ,vitando si’ o no, e di questa nostra benedetta Costituzione ,che e’ tanto bistrattata proprio dai poteri . Come se fossimo chiamati per un’ ulteriore presa in giro. Signori politici,datevi na calmara, fate pace con l vostro cervello.

    Intanto che vuol dire : Popolo sovrano? Cosa e’ il Popolo?

    Il Popolo,qualunque Popolo e l’ insieme di tutti e tutte i cittadini e le cittadine che lo compongono,nessuno escluso e nessuna esclusa. Perche’ se un solo cittadino o una sola cittadina viene escluso ,emarginato, il Poplo non e’ piu’ il Popolo,manca quella persona per esserlo. Siamo o no in democrazia? Che vuol dire democrazia?

    Ma i politici la pensano diversamente e si compartano come se i sovrani fossero sempre e solo loro ed altri Vip.

    La Costituzione non e’ affatto rispettata. Che andiamo a modificare,a cambiare ?

    Se viene meno la chiarezza se manca l’informazione etica ( e solo se etica l’ informazione ha ragione di essere intesa tale ) su cosa per davvero si e’ chiamati a referendum per questo si’ o per per questo il no..? Non e’ una oasseggiata,e’ una cis seria e vigluamo capire bene,bene,bene,

    Come puo’ il Popolo ” sovrano” la gente comune la maggior parte del Popolo andare .. ad esprimere ,con il voto, qualcosa che forse e’ difficile da esser capita pure ad un giurista,,,

    E’ mai stata veramente applcara La Costtuzione italiana ?

    Lo so mi ripeto e le ripetizioni non sono eleganti ,di cio’ chiedo scusa ai lettori e alle lettrici.

    Se non e’ mai stata applicata ,in Italia, la
    Costituzione , allora il potere politico ( non soltanto politico )lo ha sempre impedito . E abbiamo avuto governi camuffati da colori dissimili od oppisti,inciuci o cos’ altro?

    E per via di che,di cosa,a favore di chi e di cosa lo ha impeditio ?

    Che senso ha modificare l’ articolo di una Costituziobe mai veramente applicara ? Le leggi sono antecdenti (ed ancora stanti) alla Costituzione e impdiscono ad essa di essere applucata ?

    Le leggi ereditate dal codice umbertino e fascista ,zanardelli – Rocco ,so leggi ” ancora stanti ” !

    A parte qualche ritocchino qua e la’ e diversamente chiamando ..?
    PChe sua fatta la dovuta charezza, ovvero se leggi inique impediscono la messa in pratica della Costituzione,a incominciare dall’ articolo uno ?

    I mezzi di comunicazione di massa agiscono scorrettamente ,a incominciare dalla tivu’ ( le reti della Rai e quelle che riferiscono ai padroni delle altre reti) .

    Perche’ non vengono usati,i mass- media,in modo etico, per chiarire,per informare con linguaggio semplice e chiaro,di che si tratta?

    . Perche’ finora la Costituzione e’ come prigioniera dalle leggi che ne modiscino l’ applicazione?

    Ed intanto il lnguaggio stesso,che deve ssere intso da tutti e da tutte i cittadini. E rendere ‘ chiaro e semplice nell’ interpretazione gli articoli no ad uno,che vogliono dire veramente . Per una migliore comprensione e per il rispetto divuto ai cittadini elettiri ed elettrici .

    Poi scelgano ogni persona in vase ala propria ciacienza. Non vogliamo una democratura ancira e ancora ma una democrazia etuca a cavore siprattutto,dei cuttadini e ke cittadine che sono piveri,non ricchi,o nalati,o altro; non leggi da presi in giro, leggi obsolete e classiste; e dal silenzio dei mass meda, o dalla manipolazione della parola, lo stravolgimento del senso etico da parte del lessico Indecifrabile e soggetto a intwrpretazioni che possono risultare incistituzionali ….

    Vogliamo il rispetto del Poplo ,la difesa dello stato sociale, dell’ ambiente, dello Sviluppo sostenibile ( e la dignita’ dell’ interpretazione ,un sistema politico e giurudico etico ,un comportamento di rispetto anti classista .
    Domande, dubbi ,leciti.

    Come dare torto a chi si pone queste,ed altre,giuste , etiche domande.

    Si’ io amo tantissimo l’ Italia e la Costituzione .

    Vladimiro Rinaldi

    http://www.apiesidi.com

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